Le nostre storie

Storie, emozioni, pensieri, di chi vive la disabilità propria o di un’altra persona, che decidiamo di condividere. Grazie a tutti!

( per tutelare la privacy i nomi sono di pura fantasia)

 

Carla 22 anni, studentessa, disabile motoria dalla nascita, si muove in sedia a rotelle.

Io studio Psicologia, voglio fare la terapeuta infantile, mi piacciono molto i bambini…li trovo teneri, anche se sono così solo fino a tre anni, poi diventano delle furie…(ndr ride); mi piace molto stare in compagnia, ho molti amici, faccio volontariato con un’associazione che lavora con i rom, mi piace molto aiutare gli altri, guarda che i rom non sono come pensi tu, non sono tutti uguali, non sono tutti ladri, si sposano molto giovani, quando decidono di sposarsi prima fanno l’amore e poi si sposano, è giusto così per me, perché l’amore viene prima della cerimonia! Fanno molti bambini..mi piacciono i bambini..non so se potrò mai averli…vabbè tanto…Sai che nel gruppo ho fatto nascere un sacco di coppie? Siii, magari mi ero accorta che si piacevano..sai a volte nessuno fa il primo passo..allora mi sono messa in mezzo per farli parlare..chissà a quanti matrimoni devo fare da testimone (ndr ride)…magari qualche volta presentavo qualcuno che piaceva a me, ma tanto io sono soltanto un’amica, l’amica di tutti, quella senza sentimenti…invece pure io mi innamoro, pure io la voglio una storia d’amore! La vorrei..

 

Attilio 38 anni, disabile dall’età di 24

Ma..il difficile per me è stato dire a me stesso “sono disabile”..io so quello che pensa la gente, io so quello che pensavo io quando non lo ero!Mi fa inca@@are la gente che mi parla come se fossi un cretino, io sono paralizzato alle gambe mica al cervello! Non sono deficiente! Mi parlano come a un vecchio..o come a un bambino!

 

Sofia, compagna di Mario, disabile motorio

Non è stato semplice accettare la malattia di Mario, è arrivata all’improvviso..poi un po’ alla volta..o tutta insieme..non so nemmeno io ..ho avuto paura..avevo paura..dovevo fargli coraggio e non sentivo di averne abbastanza..lottiamo insieme..io ho cercato di essere forte..avevo paura..ho cercato di non farglielo capire, ho cercato di far finta di niente, ma lo sentivo sempre più distante..o forse non era vero ed ero io che pensavo così..poi non ce l’ho fatta..sono scoppiata a piangere..mi sentivo una scema..gliel’ho detto, gliel’ho detto che non sapevo che fare..non sapevo come nascondere la paura, avevo paura che si arrabbiasse o di deluderlo..invece non mi ha detto niente..poi mi ha detto “non mi serve una roccia, voglio solo la mia piccola”. Non so se è vero, però io ne avevo bisogno…quando sono tra le sue braccia mi sento protetta.